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 Nasce la Bottega d’Arte Mino di Summa: un nuovo spazio per la pittura tra tradizione e contemporaneità 

 

In mostra le opere del pittore Mino di Summa, che raccontano emozioni.

sabato 30 agosto ore 19.30

in via San Carlo Borromeo n. 20, Francavilla Fontana, angolo piazza Giovanni XXIII

 

C’è chi lo definisce un pittore, chi un madonnaro, chi un artista di strada. Ma ridurre Mino di Summa a una sola etichetta sarebbe ingiusto: la sua cifra è la capacità di muoversi con disinvoltura tra linguaggi diversi, restando sempre fedele a un’unica missione, restituire bellezza e verità attraverso l’arte.

 

Classe 86, oggi vive e lavora a Francavilla Fontana. Ha studiato all’Istituto d’Arte di Grottaglie e poi a Roma, dove ha conseguito la laurea in Architettura alla Sapienza. Una formazione che gli ha dato basi solide, ma che non ha mai soffocato la sua vocazione pittorica. Decisivo l’incontro con il maestro Luciano Regoli, esponente della grande tradizione figurativa italiana, che lo ha guidato verso la pittura dal vero e l’attenzione al dettaglio.

 

La sua carriera è un continuo attraversamento di confini. Da un lato c’è la pittura da cavalletto: ritratti, paesaggi e nature morte che rivelano la sua sensibilità classica. Dall’altro ci sono i grandi murales e le opere di chalk art, realizzate direttamente sul selciato delle piazze, davanti agli occhi del pubblico. Una sfida che Mino accetta da oltre vent’anni, portandolo a partecipare e vincere in numerosi festival internazionali tra Italia, Francia, Germania, Stati Uniti e Messico.

 

La sua arte, che nasce dall’osservazione dal vivo della realtà, non si limita a rappresentare: interpreta. “Ogni volto, ogni oggetto, ogni paesaggio ha in sé un segreto”, spiega. È questo che lo spinge a dipingere: far emergere ciò che si nasconde dietro le apparenze, restituendo emozioni che appartengono a tutti.

 

Ora arriva una nuova tappa nel percorso di Mino di Summa: l’apertura della sua Bottega d’Arte a Francavilla Fontana, nel cuore del centro storico, all’ombra della cupola più alta del Salento. Sabato 30 agosto, alle ore 19.30, in via San Carlo Borromeo 20 (angolo piazza Giovanni XXIII), sarà inaugurato lo spazio che diventerà insieme studio, galleria e laboratorio creativo. Interverranno il sindaco avv. Antonello Denuzzo, il parroco della Basilica del Rosario, mons. Alfonso Bentivoglio, e il dottor Giovanni Colonna, operatore culturale.

 

Qui saranno esposte quaranta opere che raccontano la sua produzione più recente: figurativo con temi mitologici e ritratti introspettivi, nature morte intrise di memoria e paesaggi pugliesi capaci di evocare legami ancestrali con la terra. Non solo esposizione: la Bottega sarà anche luogo di formazione, con corsi di disegno e pittura dal vero dedicati a chi vorrà avvicinarsi all’arte en plein air, secondo la visione che l’artista ha ereditato da Regoli e che oggi sente il dovere di trasmettere.

 

Alla base della pittura di Mino Di Summa resta lo studio diretto della realtà: la convinzione che nella natura, negli oggetti e nelle figure si nascondano segreti che solo l’occhio dell’artista può svelare. Così i suoi quadri diventano esperienze che vanno oltre la semplice rappresentazione, raggiungendo l’anima di chi guarda e riportando lo spettatore a meravigliarsi delle cose semplici: una nuvola, un fiore, lo sguardo di un bambino.

 

Mino di Summa è dunque un artista a cavallo tra mondi. Radicato nella tradizione figurativa ma aperto al linguaggio urbano, rigoroso nella tecnica ma generoso nel dono al pubblico, che sia in un museo o in una piazza. Per questo viene riconosciuto come una delle voci più autentiche della nuova generazione di pittori e street artist italiani.

 

Con l’apertura della Bottega d’Arte, la sua sfida diventa ancora più chiara: trasformare l’arte in un’esperienza condivisa, che nasce dal territorio e ritorna al territorio, con la stessa intensità di una performance di strada ma con la solidità di un atelier.

 

Ogni sua mostra, ogni sua opera e, da adesso, ogni sua lezione, sarà un invito a fermarsi, respirare, meravigliarsi. Perché l’arte di Mino di Summa non è fatta solo per essere guardata