Non me l'aspettavo, il Sepolcro 2018 della Chiesa di Santa Chiara in Francavilla Fontana

 

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Non me l’aspettavo, non avevo previsto di dover perdere con piacere la voce la sera del giovedì Santo. Perché? Diciamo che il dipinto del “Sepolcro” della Chiesa di Santa Chiara detta “della Morte”, da me realizzato, ha suscitato un interessante confronto tra le decine di migliaia di fedeli, che rispettando la tradizione, hanno fatto visita ai “Sepolcri” delle Chiese di Francavilla Fontana. Con piacere ho ascoltato ed origliato molte interpretazioni, infilandomi tra la gente, ho sentito pareri contrastanti che rispettavano la sensibilità di ognuno, per cui tutte valide. Solo che poi, molti han voluto giustamente conoscere la mia di spiegazione, e la voce è andata.

 

Non importa se non tutti hanno riconosciuto la Cena di Hemmaus, tratta dal Vangelo di Luca, ciò che importa è che tutti, grandi e piccini si sono messi lì a riflettere, accettando la mia provocazione e rispondendo ad essa. Non mi piace servire la pappa pronta, per cui, se qualcuno non è riuscito a relazionarsi col dipinto, non è un mio problema.

La descrizione del Sepolcro la trovate cliccando il link di sopra, dove c’è scritto “intervista”, che la gentile giornalista Ilaria Altavilla ha voluto farmi, salvando ulteriormente le mie corde vocali. Mentre per le foto, in cui si vede il lavoro anche di lato, cliccate il bottone con su scritto “guarda le foto”, sempre di sopra.

 

Sono contento, l’ansia dei giorni precedenti al giovedì è stata ripagata dalla vostra riconoscenza ed incoraggiamento a continuare nei miei progetti, e di questo vi ringrazio, solo che se devo soffrire così ogni anno, sto friscu. Inoltre sono contento, perché ho scoperto sulla mia pelle, il potere dell’arte ed anche della fede, capace di unire, riunire e ritrovarsi. A cosa faccio riferimento? Lo tengo per me, non vi offendete. Sono contento, perché anche questa è pubblicità, per cui se vi serve qualcosa sono a disposizione, prezzi giusti, tranquilli.

 

Ringrazio la Reale Arciconfraternita dell’Orazione e Morte di Francavilla Fontana, per l’estrema fiducia e disponibilità dimostratami, in particolare nelle persone di Vito Leone, del Priore Oronzo Calò e dei loro stretti collaboratori, pazienti e credo felici.

Ringrazio coloro che hanno posato per il dipinto, e senza i quali non sarebbe stato possibile realizzarlo: mio padre Vincenzo, mio fratello Luigi, mia cognata Graziana Morrone e mia nipote Aurora. Gesù è Antonio Patisso, un attore di Oria; il cane è Ulisse. E’ stato bello condividere con loro questo lavoro, e li ringrazio per la pazienza, tranne che per Ulisse, con il quale sono stato io il paziente. C’è Elisa da ringraziare, che ha interpretato la luce, e si, è stata lei a mantenere il bastone con il faro, senza la quale, Elisa, molti dei miei lavori non vedrebbero la luce, nel vero senso della parola. Infine, ma non per importanza, la famiglia Costantino, che mi ha concesso i suoi spazi per realizzare il dipinto.

 

 

Ci vediamo al prossimo ed imminente lavoro, che già vi annuncio, si noterà e mi sa che dovrò perdere di nuovo la voce, ma questa volta me l’aspetto.

 

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