Conversione 2.0... al 95%

Come ogni anno, ho partecipato al concorso internazionale di madonnari che si tiene presso Nocera Superiore in provincia di Salerno, nella settimana che include il 17 maggio, è stata la diciannovesima edizione e il tema assegnato è stato “La santità cristiana”. Così ho iniziato a studiare su cosa e come fare. Ma questa volta, non ho voluto pensare al concorso ma a me stesso, nel senso che mi sono concentrato su ciò che poteva soddisfarmi e non solo a ciò che poteva piacere alla giuria tecnica e popolare. Avevo bisogno di vincere con me stesso e così è stato.

                   

                     

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Ma prima di arrivare alla soluzione finale, non è stato certo semplice. Inizialmente ho studiato e preparato un bozzetto, con la cara modella sacrificata, Nathalie, che ancora non sa del mio cambio di idea, che qualcuno glielo dica, temo per la mia incolumità. Poi però, non ero convinto, quel famoso brivido non lo avvertivo, c’era altro che voleva uscire. Per farla breve, in poche ore ho sviluppato il nuovo lavoro. Avevo voglia di svecchiarmi, trattare qualcosa di attuale, ma rispettando sempre le regole compositive e cromatiche che sono alla base della mia formazione.

Sicchè penso di ambientare una conversione 2.0, cioè la chiamata divina di una comune ragazza che studia sul suo letto, tra libri, peluche e smartphone, ad una nuova vita carica di valori cristiani. Ora, il tema non lo sentivo tanto mio, ma è stata l’occasione per adattare un’ambientazione contemporanea ad un tema che in genere appartiene a composizioni classicistiche, insomma una bella sfida.

 

Quel 2.0 del titolo e quel Topogigio ha diviso i popoli e le nazioni, temevo che alcuni mi denunciassero di blasfemia, ma che c’entro io se Laura aveva solo quel peluche? E se lo smartphone ce l’ho anch’io? (chi mi conosce l’ha capita). Vabbè, in ogni caso è andata bene, per la prima volta sono soddisfatto di un mio lavoro al 95 % e non mi era mai successo, miracolo? Questa edizione, anche se non ho ricevuto alcun premio è stata la più costruttiva dal punto di vista artistico, mi ha aiutato a trovare un nuovo sentiero da seguire tra il groviglio dei miei pensieri, non mi resta che continuare. Permettimi di ringraziare, Nathalie, la modella del primo lavoro che non vedrai mai, e Laura, la seconda modella, che con molta pazienza mi ha sopportato. Ah, un attimo c’è anche Lucia, la sorella di Laura che ha fatto ombra sullo sfondo del letto, cosa non da poco.

 

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