A mia insaputa

Armato di cavalletto, sgabello, cassetta di colori e qualche tavola di varie dimensioni, arrivo a Torre Colimena, intento nel cercare dei nuovi scorci che mi interessassero, ma dopo aver cercato per un’ora senza alcun brivido lungo la schiena, mi chiedo, ma perché non vado alle Saline? E’ un posto che conosco bene, almeno credo, ma mi rendo conto che non ho mai affrontato seriamente la magia di quel posto. Vado alle saline. Arrivo all’altezza del cartello illustrativo, il sole calante, l’aria è calda ed il vento gelido, è qui, basta. Il pennello va da solo, i colori miscelati sono quasi sempre giusti e mi sento bene. Ad un certo punto, assieme ai visitatori della Riserva, sbuca un fotografo che mi chiede di poter scattare delle foto, e come spesso mi capita accetto con piacere. Ma a mia insaputa, mi ritrovo nel mezzo di set fotografico, con una modella ed assistente di scena. Lei, la modella ovviamente, scalza, indossava un vestito in raso nero, che non so come si chiama, vedi nella foto e ci capiamo, tremava come una foglia a causa del freddo e su indicazione di Michele Mariano, il fotografo, si posiziona di spalle tra me e le saline che dipingevo. Diciamo che mi sono un pò distratto, ma non per quello che stai pensando, ma perché in quei pochi attimi, ho gustato in pieno quel legame mistico di toni e bellezza del disegno che si stava instaurando tra Roberta, la modella, e l’atmosfera delle saline, luce calda e vento freddo trovavo un loro equilibrio spaziale e tonale, punto.

 

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A seguito di questa esperienza, sacrificherò qualche mia conoscenza per posare in un paesaggio, vedremo. Intanto ringrazio di cuore Michele Mariano, il fotografo, per avermi regalato a sua insaputa un’esperienza, di cosa? Si vedrà.

 

 

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