Chalk Festival 2017… between small shark and jellyfish

Again this year I had the pleasure of participating to Chalk Festival in Florida, in the city of Venice that overlooks the Gulf of Mexico. Yes, I bathed to sea, let’s say that between small shark and jellyfish, it was nice.

 

The theme of this edition, the tenth, it was “Evanescence”, refered to these two between evanescence and eternity of the “madonnara” art, whose artworks start to fade when the job’s done and whose remain lasting emocion gave.  For my work I wanted to confront the origin of anything,the three primary colours: the yellow, the blue and the red.

              Click on the picture for view more photos

These last have materialized in three subjet, that are sucked into the whirl of the evanescence and walked into the eye of the storm, in this place from the union of the three primary colour, the white colour is generated and the light, mother of each colour. The work is of circular shape and it was particular felt by the visitors, beacause they have looked to turn around to it, entering themselves into the whirl. For children it was like play, and I hope a emocion to remember.

In this Festival I had the opportunity to review those friends from anywhere in the world, which I was able compare me artistically and to exchange new ideas, as well as top secret anecdotes. We all wanted to meet again, of reload the batteries of new impetus and motives. How did I communicate? With the italians in italian, with the south american friends I showed my spanish competent, with the american friends… great hugs… that’s over hundred words spoken in five seconds that I not undrestand it.

In the last day of the Festival there was no one to paint about artwork; don’t seeing my friends on ground to work was like those artwork missed the soul.

I thank very much the director of the Chalk Festival Denise Kowal and all volunteers, for a great deal of goodwill and kindness, we are a family.

I also thank Chiara, model who sacrificed your backside for my work, I believe that sooner o later she will ask me some damage, also moral.

 

Follow with

leggi di più 0 Commenti

Chalk Festival 2017… tra squaletti e meduse

Anche quest’anno ho avuto il piacere di partecipare al Chalk Festival in Florida, nella città di Venice che si affaccia sul Golfo del Messico. Si, ho fatto il bagno, diciamo che, tra squaletti e meduse, è stato gradevole.

Il tema di questa edizione, la decima, è stato “Evanescence”, riferito alla dualità tra evanescenza ed eternità dell’arte madonnara, le cui opere iniziano a svanire a lavoro finito e di cui rimangono indelebili le emozioni trasmesse.

Per il mio lavoro ho voluto affrontare l’origine d’ogni cosa, i tre colori primari: il giallo, il blu ed il rosso.

 

 

Clicca sull'immagine per vedere altre foto

 

Questi ultimi sono materializzati in tre figure femminili, che vengono assorbite e trascinate nel vortice dell’evanescenza sino a dissolversi nell’occhio del ciclone, in cui si genera il bianco dalla loro unione e la luce, colei che dà vita ad ogni colore. Il lavoro è di forma circolare ed è stato particolarmente sentito dai visitatori, in quanto lo hanno osservato girandoci intorno, entrando loro stessi nel vortice. Per i bambini è stato come giocare, e spero anche un emozione da ricordare.

 

In questo festival ho avuto l’occasione di rivedere quegli amici provenienti da ogni parte del mondo; coi quali ho potuto confrontarmi artisticamente e scambiare nuovi spunti, oltre che ad aneddoti top secret. Tutti avevamo voglia di rincontrarsi, di ricaricare le batterie di nuovi stimoli e motivazioni. Come ho comunicato? Con gli italiani in italiano, coi sud americani ho messo in mostra il mio discreto spagnolo, con gli americani… grandi abbracci… che valgono più di cento parole pronunciate in cinque secondi che non capivo.

L’ultimo giorno del festival non c’era più nessuno a lavorare sul proprio lavoro; non vedere i miei compagni per terra a lavorare, è stato come se a quei lavori mancasse l’anima. E’ stato bello lavorare spalla a spalla, siamo diventati una grande famiglia, alla prossima.

Ringrazio di cuore l’organizzatrice del Festival Denise Kowal e tutti i volontari, per l’estrema disponibilità e gentilezza, siamo una famiglia.

 

 

Ps Ringrazio anche Chiara, la modella che ha sacrificato la sua schiena al mio lavoro, credo che prima o poi mi chiederà i danni, anche morali.

 

Se credi che possa interessare ai tuoi amici, condividi! Clicca in basso il logo del social che possiedi, ciao e alla prossima.

leggi di più 0 Commenti

Frana non sarà

Sono arrivato a Stigliano in Basilicata per partecipare al festival appArtengo street fest, ma con un giorno di anticipo, il 6 agosto. Sicchè già, durante le mie 4 ore di viaggio, partenza dal sud della Calabria, tra un tornante e l’altro, tra una mucca ed un cinghiale, ho pensato che un giorno senza far niente non potevo stare, ed ho maturato l’idea di realizzare un altro murales, oltre a quello previsto. Cosa fare, cosa fare… Stigliano Stigliano… e perché non affrontare il problema della

                          Clicca sull'immagine per vedere altre foto 

frana? E si, purtroppo Stigliano ha questo grosso problema, pensa che ogni anno il paese si muove di tre centimetri, e molti fabbricati sono inagibili, come gran parte del centro storico; ed è proprio qui che si deve fare, mi sono detto, altrimenti non avrebbe senso. Li esiste il problema e li deve esserci il murales.

Arrivato verso le 21 credo, il caro amico Pietro Micucci, project manager del circuito appARTEngo che ha organizzato con tanta passione l’evento, mi ha trascinato nella trattoria più buona ed accogliente della Basilicata, “Trase ca t’ammud”. Spero che Luciano, il proprietario, legga questo post, almeno qualche peperone in più per la prossima volta... Stanco, affamato e assonnato, Pietro ha voluto farmi tuffare a pieno nei sapori di quella Terra eccezionale, per non parlare della pasta con crema di zucca, speck e pistacchio, e si, Stigliano è la patria del Pistacchio. Vabbè lasciamo stare il cibo, che è pericoloso. Comunque, una volta seduti a tavola, in compagnia anche della paziente Chiara, ho manifestato la mia intenzione a Pietro. Non ha parlato, ho creduto mi volesse ammazzare, invece era contento, meno male. Bisognava fare presto, e dopo un quarto di vino, per me non è stato facile. In cinque minuti ho buttato giù l’idea, però mancava la materia prima, la modella. - Pietro: come deve essere? - Io: carina, mora, capelli lunghi ondulati, mediterranea, tosta. - Pietro: Mariangela.

Andiamo alla ricerca di questa Mariangela, che in foto sembrava andasse bene, ma dovevo vederla dal vivo e parlarci, le mie modelle devono avere personalità, che solo con lo sguardo devono dirmi, sono donna! Altrimenti assumerebbero delle espressioni ipocrite, senza anima.

La troviamo, era con le amiche seduta ad un tavolo, la scruto da lontano mentre chiacchierava, e già un pò di tensione iniziava a diminuire. Mi avvicino, la fisso per bene, e dico a Pietro: è lei! Va bene! - Mariangela: cosa?! - Io: Piacere Mino, domani mi servi! Varrebbe la pena raccontare la discussione tragicomica che ne è conseguita, ma non te lo dico. Poi se ci incontriamo me lo chiedi. Comunque ha accettato e a sua insaputa si stava mettendo in un bel casino, diciamo che sono consapevole di essere un po’ pignolo quando scatto le foto.

La mattina seguente, dopo aver fatto colazione con una focaccia che non vi dico, e dopo aver accompagnato Pietro a risolvere un pò di casini, siamo riusciti a trovare un faretto per fare la foto a Mariangela. Quello che mi piace è che, non sapendo dove scattare le foto siamo andati nella casetta del centro storico in cui alloggiavo. Una casetta con tetto a falda, pavimento inclinato e pareti crepate, dalla frana che avanza. Quindi tutto il progetto è stato concepito a pochi metri da dove poi ho realizzato l’opera. Dove realizzare il lavoro? La sera prima facendo un giro nel centro storico, mi accompagnano giù alla chiazza, un posto con una magia senza tempo, da vivere, la chiesa cinquecentesca, le casette scosse dal terremoto ed il belvedere, che non si riusciva a vedere bene su cosa si affacciasse ma si intravedevano delle soffici colline illuminate dalla luna quasi piena. A sinistra, una casetta con una parete illuminata dalla luce gialla di un lampione. E qui, qui lo devo fare, dissi a Pietro. Il quale subito si attivò per rintracciare i numerosi proprietari, avviando una macchina investigativa senza precedenti, entro la mattinata arrivò l’ultimo consenso a realizzare l’opera.

Inizio il pomeriggio e finisco alle 13 del giorno dopo. Esperienza unica, dipingere nella storia di quella gente, tra il Nibbio Reale che sembrava vigilasse il mio lavoro e le colline senza fine della Basilicata. La ragazza realizzata personifica la frana con il volto ed il corpo che si abbandonano ad un evento naturale che non può essere impedito, ma con serenità, consapevolezza e speranza, e cerca ugualmente aiuto da una mano che vuole salvarla. Dalle cadute ci si rialza, insieme.

La scelta del tema e della modella del posto, è un elemento fondamentale del mio lavoro, un murales deve parlare del luogo e della gente che lo vive, il rispetto del contesto urbano, storico e sociale, prima d’ogni considerazione.

 

Com’è andata lo puoi vedere nelle foto, cliccando qui sotto. Scusa se mi sono dilungato, ma un lavoro non è solo colore spalmato su una parete, ma il vissuto di cui esso stesso è parte. 

 

Ringrazio di vero cuore la modella Mariangela per la disponibilità e pazienza cha mi ha dimostrato.

 

Se credi che possa interessare ai tuoi amici, condividi! Clicca in basso il logo del social che possiedi, ciao e alla prossima.

leggi di più 0 Commenti

Conversione 2.0... al 95%

Come ogni anno, ho partecipato al concorso internazionale di madonnari che si tiene presso Nocera Superiore in provincia di Salerno, nella settimana che include il 17 maggio, è stata la diciannovesima edizione e il tema assegnato è stato “La santità cristiana”. Così ho iniziato a studiare su cosa e come fare. Ma questa volta, non ho voluto pensare al concorso ma a me stesso, nel senso che mi sono concentrato su ciò che poteva soddisfarmi e non solo a ciò che poteva piacere alla giuria tecnica e popolare. Avevo bisogno di vincere con me stesso e così è stato.

                   

                     

 Clicca sull'immagine per vedere più immagini

 

Ma prima di arrivare alla soluzione finale, non è stato certo semplice. Inizialmente ho studiato e preparato un bozzetto, con la cara modella sacrificata, Nathalie, che ancora non sa del mio cambio di idea, che qualcuno glielo dica, temo per la mia incolumità. Poi però, non ero convinto, quel famoso brivido non lo avvertivo, c’era altro che voleva uscire. Per farla breve, in poche ore ho sviluppato il nuovo lavoro. Avevo voglia di svecchiarmi, trattare qualcosa di attuale, ma rispettando sempre le regole compositive e cromatiche che sono alla base della mia formazione.

Sicchè penso di ambientare una conversione 2.0, cioè la chiamata divina di una comune ragazza che studia sul suo letto, tra libri, peluche e smartphone, ad una nuova vita carica di valori cristiani. Ora, il tema non lo sentivo tanto mio, ma è stata l’occasione per adattare un’ambientazione contemporanea ad un tema che in genere appartiene a composizioni classicistiche, insomma una bella sfida.

 

Quel 2.0 del titolo e quel Topogigio ha diviso i popoli e le nazioni, temevo che alcuni mi denunciassero di blasfemia, ma che c’entro io se Laura aveva solo quel peluche? E se lo smartphone ce l’ho anch’io? (chi mi conosce l’ha capita). Vabbè, in ogni caso è andata bene, per la prima volta sono soddisfatto di un mio lavoro al 95 % e non mi era mai successo, miracolo? Questa edizione, anche se non ho ricevuto alcun premio è stata la più costruttiva dal punto di vista artistico, mi ha aiutato a trovare un nuovo sentiero da seguire tra il groviglio dei miei pensieri, non mi resta che continuare. Permettimi di ringraziare, Nathalie, la modella del primo lavoro che non vedrai mai, e Laura, la seconda modella, che con molta pazienza mi ha sopportato. Ah, un attimo c’è anche Lucia, la sorella di Laura che ha fatto ombra sullo sfondo del letto, cosa non da poco.

 

Se credi che possa interessare ai tuoi amici, condividi! Clicca in basso il logo del social che possiedi, ciao e alla prossima.

leggi di più 0 Commenti

A mia insaputa

Armato di cavalletto, sgabello, cassetta di colori e qualche tavola di varie dimensioni, arrivo a Torre Colimena, intento nel cercare dei nuovi scorci che mi interessassero, ma dopo aver cercato per un’ora senza alcun brivido lungo la schiena, mi chiedo, ma perché non vado alle Saline? E’ un posto che conosco bene, almeno credo, ma mi rendo conto che non ho mai affrontato seriamente la magia di quel posto. Vado alle saline. Arrivo all’altezza del cartello illustrativo, il sole calante, l’aria è calda ed il vento gelido, è qui, basta. Il pennello va da solo, i colori miscelati sono quasi sempre giusti e mi sento bene. Ad un certo punto, assieme ai visitatori della Riserva, sbuca un fotografo che mi chiede di poter scattare delle foto, e come spesso mi capita accetto con piacere. Ma a mia insaputa, mi ritrovo nel mezzo di set fotografico, con una modella ed assistente di scena. Lei, la modella ovviamente, scalza, indossava un vestito in raso nero, che non so come si chiama, vedi nella foto e ci capiamo, tremava come una foglia a causa del freddo e su indicazione di Michele Mariano, il fotografo, si posiziona di spalle tra me e le saline che dipingevo. Diciamo che mi sono un pò distratto, ma non per quello che stai pensando, ma perché in quei pochi attimi, ho gustato in pieno quel legame mistico di toni e bellezza del disegno che si stava instaurando tra Roberta, la modella, e l’atmosfera delle saline, luce calda e vento freddo trovavo un loro equilibrio spaziale e tonale, punto.

 

clicca sull'immagine per vedere il dipinto "A mia insaputa"

 

A seguito di questa esperienza, sacrificherò qualche mia conoscenza per posare in un paesaggio, vedremo. Intanto ringrazio di cuore Michele Mariano, il fotografo, per avermi regalato a sua insaputa un’esperienza, di cosa? Si vedrà.

 

 

Se credi che possa interessare ai tuoi amici, condividi! Clicca in basso il logo del social che possiedi, ciao e alla prossima.

leggi di più 0 Commenti